Pellegrinaggio in Terra Santa, 22-29 agosto 2013

20131007-091850.jpgLa fede è un comportamento non una cosa su cui si può discutere: si diventa pellegrini per fede. Prima ero stato viaggiatore…. Da qualche anno pensavo a un viaggio in Terra Santa e quando, nella scorsa primavera, si è presentata l’occasione: un Pellegrinaggio diocesano, organizzato dall’ORP. Insieme a don Vincenzo Macera, il mio parroco, il seminarista ed amico, Mario Testa e l’amico Sisto Cecchetti, instancabile organizzatore di pellegrinaggi, siamo stati inseriti in un gruppo più numeroso guidato da don Simone Di Vito, parroco di Sant’Albina a Scauri. Insieme a loro, non raggiungendo comunque il numero sufficiente per essere autonomi, abbiamo fatto parte di un gruppo eterogeneo e composto da pellegrini provenienti dal sud, da Roma e dal nord dell’Italia, guidati da don Mario Ghinassi parroco di Laterina, Arezzo. Una bella compagnia con sei sacerdoti, una grazia inaspettata. Partiti da Roma la mattina del 22 agosto siamo giunti a Tel Aviv e da qui, passando per Haifa con visita al Santuario Stella Maris sul Monte Carmelo, ci siamo trasferiti a Nazareth in Galilea. Una prima giornata il 23, intensa e memorabile: il monte Tabor la mattina e, dopo aver fatto ritorno a Nazareth per il pranzo, al pomeriggio visita e Celebrazione Eucaristica nella Basilica dell’Annunciazione. Una grazia speciale, che si rinnoverà ogni giorno per l’intero pellegrinaggio, è stata quella di avere con noi sei sacerdoti concelebranti, con la significativa presenza di un seminarista, e ascoltare le Sante Messe specifiche per ogni chiesa e basilica visitate. La ricchezza spirituale e la particolare bellezza della liturgia appropriata al luogo, pur nella semplicità del pellegrinaggio, sono rimaste indelebilmente nel cuore e nella mente di tutti, costituendone la memoria più viva e intima. Una grazia difficile da comunicare ma semplice da accogliere.

Difficile in poco spazio raccontare tutto il percorso che è stato davvero memorabile, i luoghi della Sacra Scrittura non si visitano senza profitto e la fede raccoglie ogni sfumatura e ogni occasione di preghiera. Da Haifa a Nazareth, al Tabor, al Lago di Tiberiade con Cafarnao, Tabga e, il Monte delle Beatitudini, fino a Cana: i primi tre giorni ci sono sembrati lunghissimi. Il 25, quarto giorno ci siamo trasferiti in Giudea per arrivare la sera a Gerusalemme passando per diverse tappe: il Giordano e il ricordo del Battesimo del Signore, Qunram e il Mar Morto, Gerico e il Monte delle Tentazioni, Betania e infine Gerusalemme. Il 26 e il 27 sono stati i giorni di Gerusalemme: il primo giorno al mattino, passando vicino a porta Sion, siamo entrati nella città vecchia avendo come prima sosta il Cenacolo e poi la Dormition Abbey, sul Monte Sion. Il Cenacolo ci ha coinvolto non poco… e la bella Abbazia tenuta dai monaci benedettini tedeschi è una perla ben custodita. Successivamente ci siamo spostati a san Pietro in Gallicantu, quindi la Cappella dell’Ascensione e la Chiesa del Pater Noster sul Monte degli Ulivi. Nel pomeriggio passando per la via che fiancheggia il cimitero ebraico siamo arrivati nella grotta del Getshemani dove i sacerdoti hanno concelebrato. Poi l’Orto del Getsemani e la Chiesa dell’Agonia e infine il tramonto di un altro giorno in Terra Santa visto con il sole che calava dietro la porta dorata con sullo sfondo la cupola d’oro della moschea di Omar. Affascinante e straordinaria Gerusalemme per chiunque vi si rechi e, per noi cristiani, fonte inesauribile di emozioni e riflessioni, di incanto e di preghiera, ricchissima di storia e di luoghi di culto, ecco … non ci si stanca mai di esserci, di essere lì dove “tutto si è compiuto”. Ogni pellegrinaggio ha il suo culmine nella via Crucis e nella visita al Santo Sepolcro che compiamo il giorno seguente, il 26 con una mattinata dedicata alle Chiese prima di San Giovanni Battista e poi a quella del Magnificat, poco fuori la città e quindi al rientro, visita al Muro del Pianto… un incontro diretto con la preghiera dei nostri “fratelli maggiori” Ebrei.

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Lasciata Gerusalemme ci siamo trasferiti a Betlemme negli ultimi due giorni e anche qui non mancano esperienze e momenti intensissimi di una bellezza diversa da Gerusalemme ma che non ci consentono di ripararci da emozioni altrettanto intense. Luogo della Natività e della emarginazione, oggi anche di un popolo in difficoltà e di cristiani sempre più minoranza. La visita all’orfanotrofio della Crèche (tenuto dalle suore di San Vincenzo Pallotti) ci permette di toccare con mano una bellissima esperienza di aiuto e solidarietà con il popolo palestinese. Con la celebrazione al Campo dei Pastori, la mattina del 29 agosto si è concluso il nostro pellegrinaggio in Terra Santa (custodita egregiamente dai Francescani) e abitata da popoli in lotta da troppo tempo e per i quali occorre pregare molto. Un invito ad andare almeno una volta in Terra Santa, senza timori, e un grazie particolare a tutti i sacerdoti che ci hanno accompagnato​
Luigi Pinelli

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