Presentazione del libro di don Simone Di Vito – Parte 4/4

I viaggi di cui si parla nel libro

6) Roberto Lepone: “Un uomo stanco, malato, molto malato,ma con una grande forza d’animo”: 96mo viaggio. “Di quel viaggio porto con  me l’immagine di un uomo abbracciato alla sua croce, che percorreva con grande amore e altrettanta dignità la strada faticosa del Golgota. Un Uomo stanco,malato, molto malato, ma con una grande forza d’animo. In particolare non potrò dimenticare  quello sguardo profondo, pieno di luce, vivo, che ti catturava e ti interroga con una forza travolgente. Puro spirito! Questo vedevo in quell’uomo anziano, stanco e sofferente. Uno spirito che non voleva liberarsi da quel corpo ricurvo e non voleva arrendersi perché sentiva che la sua missione ancora non era compiuta. Ho visto un Papa, incurvato e lento, costretto all’uso di un elevatore per salire e scendere le scale degli aerei, e della predella mobile per gli spostamenti a terra talvolta anche obbligato ad affidare la lettura di discorsi ad un portavoce”. Ma ha mantenuto tutti i suoi impegni.

7) Roberto Monteforte, vaticanista dall’Unità: “Di speranza c’è proprio bisogno”. XVII edizione della giornata della gioventù, Toronto, luglio 2002. 97mo viaggio. Ravvivare la speranza, costruire la pace nella giustizia.  Di fronte all’orribile attentato di New York. Il Papa chiede ai giovani “di farsi testimoni del messaggio delle Beatitudini, di non essere secondi  a nessuno nel costruire la pace e nell’umanizzare il mondo. Li invita a reagire ad una umanità che troppo spesso non conosce né la pace né la giustizia, a non rassegnarsi a vite che iniziano e terminano senza gioia, senza speranza”. I  giovani sono le sentinelle del mattino, alle quali il Papa affida il suo messaggio di speranza. “Un mondo senza riferimento a Cristo è un mondo che prima o dopo finisce per essere contro l’uomo. La storia di un passato anche recente lo mostra. Non si respinge Dio senza ritrovarsi a rifiutare l’uomo”.

La seconda tappa del 97mo viaggio è stato il passaggio per il Messico per la canonizzazione di Diego il  veggente della Madonna di Guadalupe.

8)Immenso bagno di folla, Raffaele Luise. Il viaggio in Messico. “E’ la gioia serena dei loro volti, in quella cerimonia, tra le più toccanti della grandiosa Epopea Woitiliana, che simbolicamente restituiva agli indios la dignità ferita da più di cinque secoli”. La malattia rivelò il vero e più profondo Woitila.Un particolare importante Un accenno alle suore orsoline: don Simone nella introduzione e nella fotografia. Anche la mia esperienza nella cappellania di Via del Casaletto.

6) Roberto Lepone: Un uomo stanco, malato, molto malato,ma con una grande forza d’animo”: 96mo viaggio. “Di quel viaggio porto con me l’immagine di un uomo abbracciato alla sua croce, che percorreva con grande amore e altrettanta dignità la strada faticosa del Golgota. Un Uomo stanco,malato, molto malato, ma con una grande forza d’animo. In particolare non potrò dimenticare quello sguardo profondo, pieno di luce, vivo, che ti catturava e ti interroga con una forza travolgente. Puro spirito! Questo vedevo in quell’uomo anziano, stanco e sofferente. Uno spirito che non voleva liberarsi da quel corpo ricurvo e non voleva arrendersi perché sentiva che la sua missione ancora non era compiuta. Ho visto un Papa, incurvato e lento, costretto all’uso di un elevatore per salire e scendere le scale degli aerei, e della predella mobile per gli spostamenti a terra talvolta anche obbligato ad affidare la lettura di discorsi ad un portavoce”. Ma ha mantenuto tutti i suoi impegni.

7) Roberto Monteforte, vaticanista dall’Unità: Di speranza c’è proprio bisogno”. XVII edizione della giornata della gioventù, Toronto, luglio 2002. 97mo viaggio. Ravvivare la speranza, costruire la pace nella giustizia. Di fronte all’orribile attentato di New York. Il Papa chiede ai giovani “di farsi testimoni del messaggio delle Beatitudini, di non essere secondi a nessuno nel costruire la pace e nell’umanizzare il mondo. Li invita a reagire ad una umanità che troppo spesso non conosce né la pace né la giustizia, a non rassegnarsi a vite che iniziano e terminano senza gioia, senza speranza”. I giovani sono le sentinelle del mattino, alle quali il Papa affida il suo messaggio di speranza. “Un mondo senza riferimento a Cristo è un mondo che prima o dopo finisce per essere contro l’uomo. La storia di un passato anche recente lo mostra. Non si respinge Dio senza ritrovarsi a rifiutare l’uomo”.

La seconda tappa del 97mo viaggio è stato il passaggio per il Messico per la canonizzazione di Diego il veggente della Madonna di Guadalupe. 8)Immenso bagno di folla, Raffaele Luise. Il viaggio in Messico. “E’ la gioia serena dei loro volti, in quella cerimonia, tra le più toccanti della grandiosa Epopea Woitiliana, che simbolicamente restituiva agli indios la dignità ferita da più di cinque secoli”. La malattia rivelò il vero e più profondo Woitila.Un particolare importante Un accenno alle suore orsoline: don Simone nella introduzione e nella fotografia. Anche la mia esperienza nella cappellania di Via del Casaletto.

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