La comunità parrocchiale nelle celebrazioni della domenica da’ il saluto a don simone che lascia il servizio di parroco dopo 31 anni

Caro don Simone,
abbiamo sofferto alla notizia delle tue dimissioni da parroco, ma poi abbiamo compreso le motivazioni ed apprezzato anche il tuo gesto di amore per la nostra comunità, facendoti da parte per favorire un rinnovamento e invitandoci a non aver timore del cambiamento. Ora è giunto il momento di dire il nostro grazie al Signore per aver fatto incrociare la tua e le nostre strade, ciascuno in un tempo e in un’occasione diversa. Sei stato di grande esempio per tutti noi, insegnandoci che le decisioni vanno prese in “scienza e coscienza” e indicandoci, ancora una volta, la via per una vita che appartiene totalmente all’opera di Dio.
Ci hai fatto sperimentare la gioia di poter svolgere un servizio nella comunità in un clima di serena e fraterna collaborazione, come membra di un solo Corpo che è la Chiesa di Cristo. Il Consiglio Pastorale è stato, così, un luogo unitario di confronto, dialogo e proposta, in cui progettare le varie attività parrocchiali.

Abbiamo compreso la linea di sobrietà portata avanti negli anni, consapevoli che quanto ci è stato donato va condiviso con chi è meno fortunato. Questo filo conduttore ha intrecciato con Sapienza tutta la tua attività formativa e pastorale e ci ha sollecitati ad uscire dal ristretto ambito parrocchiale per avere lo sguardo sempre rivolto al mondo: le lettere ricevute dalle varie realtà missionarie, dalle suore della Tanzania e delle Filippine, della Romania e del Brasile, quelle dalla Terrasanta e dalla Patagonia, come pure dai Padri del PIME, oltre a darci riscontro che ogni somma raccolta è stata correttamente e tempestivamente recapitata secondo le finalità previste, hanno soprattutto riversato, sull’intera comunità, fecondi frutti spirituali.
Grazie per averci costantemente evidenziato che la “logica di Dio” ribalta la logica umana.
Hai fatto comprendere l’importanza della formazione permanente, stimolando catechisti ed educatori a favorire la conoscenza di Gesù con modalità e linguaggio sempre nuovi nel cammino di catechesi ai bambini, ai ragazzi e alle famiglie. Attraverso piccoli gesti di carità ed esperienze missionarie hai fatto sperimentare, anche ai più piccoli, il gesto di Gesù della condivisione dei pani e dei pesci (pensiamo alle adozioni a distanza, oppure al gesto di aggiungere simbolicamente un posto a tavola nel giorno di Prima Comunione ed inviare il corrispettivo ai bambini in Tanzania per la loro Prima Comunione).
Abbiamo raccolto i frutti spirituali anche dei tuoi viaggi al seguito del Papa, come assistente spirituale dei giornalisti, ed abbiamo vissuto con commozione l’esperienza dei nostri ragazzi del catechismo che hanno mandato pensieri, preghiere e disegni al Santo Padre ricevendone il sincero ringraziamento attraverso la Segreteria di Stato Vaticana.
La tua premura e attenzione per il servizio di pulizia della chiesa, per l’addobbo e le decorazioni floreali, per i ministranti, per l’animazione dei canti, per le musiche e le Letture, ci hanno aiutato a vivere e a cogliere il senso autentico delle celebrazioni.
Con la realizzazione dei diversi presepi, ci hai fatto scorgere il volto del Cristo incarnato, scoprendo ogni anno che il Natale non è la rievocazione emotiva di un evento bimillenario, ma la nascita sempre nuova del Dio Bambino, nella storia dell’umanità e di ciascuno di noi.
Ci hai stimolati, nelle tue coraggiose omelie, a non chiedere favori ma a pretendere diritti, ad avere “Bibbia e giornale sul comodino”, ad essere cioè buoni cittadini e buoni cristiani nella vita di ogni giorno, ciascuno per le proprie responsabilità nella realtà familiare, lavorativa e sociale.
La dottrina sociale della Chiesa, l’impegno sociale e politico, “ La chiesa della stola e del grembiule” per usare un’espressione di Tonino Bello a te tanto caro, è stato il punto di riferimento per sottolineare come si deve amare Dio e il prossimo nel proprio contesto politico, sociale ed economico, e per conformare le nostre azioni e il nostro ambiente al Vangelo. Non hai fatto mancare la tua voce per affermare la dignità di ogni persona umana, per il bene comune, per i problemi del nostro difficile territorio e per quelli di respiro nazionale ed internazionale.
Si, ci hai insegnato che la Chiesa cammina nella storia ed abbiamo fatto tesoro, nel corso degli anni, di incontri significativi con testimoni autentici del Vangelo: vogliamo ricordare per brevità soltanto Padre Sorge, Mons. Riboldi, Rita Borsellino, Mons. Nogaro, Don Mazzi, Padre Pintacuda, il vaticanista Accattoli ed il fotografo Giuliani, Leoluca Orlando, i discepoli di don Lorenzo Milani, il gesuita Padre Rastrelli per la lotta all’usura, ed in anni più recenti Padre Patriciello per il suo impegno nella terra dei fuochi e don Manganiello, parroco di Scampia per il suo impegno contro la camorra.
Hai voluto che ragazzi, giovani, adulti vivessero momenti di gioco, condivisione, riflessione, preghiera, ed un’autentica formazione umana e spirituale attraverso l’esperienza dell’Azione Cattolica. Non c’è stato incontro o campo scuola parrocchiale e diocesano che non abbia visto una tua costante, sia pur fugace, presenza per ricordarci, sempre, l’importanza di avere uno stile da laici, e che il valore dell’associazione non consiste nei grandi numeri o eventi, ma passa attraverso la ferialità e la fedeltà a un impegno a servizio della Chiesa e della società.
La determinazione con cui hai voluto la Biblioteca Don Milani, la realizzazione del salone polifunzionale sotto la chiesa, la cura di vari spazi ludico-ricreativi, le attività dell’oratorio, ha avuto l’unico scopo di favorire l’aggregazione, il confronto delle idee, la socializzazione, nel momento in cui tutta la cultura dominante spinge alle peggiori forme di individualismo.
La tua costante preoccupazione per l’ emergenza educativa nel nostro territorio ti ha portato a rivolgere l’attenzione ai più giovani attraverso la creazione del Consiglio Pastorale dei Ragazzi, un luogo in cui essi possano dare voce ai bisogni e desideri propri e dei coetanei, vivendo, così, un’esperienza di responsabilità, democraticità e sano protagonismo.
Hai favorito la collaborazione tra la comunità parrocchiale e le Suore Orsoline, rafforzata, nel tempo, dal legame con le loro realtà missionarie. Generose nel servizio (dalla catechesi, alla liturgia, alla visita degli ammalati), la loro casa è stata, sempre, da te indicata come luogo e punto di riferimento, anche per momenti di spiritualità parrocchiali.
Hai visitato le famiglie, gli ammalati, e, attraverso i ministri straordinari dell’Eucarestia hai portato, costantemente, Gesù nelle case.

Ci hai invitati ad accogliere e collaborare con i molti seminaristi che sono stati affidati alla tua cura ed ai tuoi insegnamenti.
Hai stretto legami profondi, nelle tue molteplici responsabilità nazionali e regionali, con amici che sono diventati nostri amici: don Giorgio su tutti.
Hai compiuto il tuo Ministero con le opere e con le parole, ma anche soffrendo e pregando; lo hai fatto pure per noi, che a te siamo stati affidati, ogni giorno, di questi trentuno anni.

Grazie, don Simone.
La comunità di S. Albina V.M.

Scauri, 27/28 ottobre 2018