Caro don Simone e fedeli della parrocchia di Scauri…

Caro don Simone e fedeli della parrocchia di Scauri, un po’ in ritardo, vi giunge questa mia lettera prima di tutto per ringraziarvi per la vostra presenza vicina e concreta. Mi sono sentito accolto e accompagnato. Lo stile con cui abbiamo vissuto questa breve esperienza penso sia una conferma che la nostra è una fede di comunione e che ha senso nella misura in cui ci apre al riconoscimento l’uno dell’altro e ci rende disponibili al servizio reciproco.

La vostra zona è un concentrato di meravigliosa bellezza, un angolo di paradiso nel cuore del golfo di Gaeta. Che suggestivo e bello, al mattino, con un folto gruppo di persone, celebrare le lodi in spiaggia con davanti il mare. Ti riempiva il cuore di gratitudine verso Dio, creatore di queste meraviglie.

C’è, purtroppo in questa breve esperienza anche una nota dolente che vi voglio confidare. Mi ha fatto tanto pensare la realtà giovanile, forse perché non sono abituato ai schiamazzi notturni, a vedere giovani che si aggirano storditi dall’alcol o altre sostanze nella sagrato della chiesa lasciando per terra bottiglie vuote, vetri, bicchieri e altra spazzatura, soprattutto davanti alle porte della Chiesa, luogo sacro di culto, dove il rispetto dovrebbe essere massimo. Credo necessaria una maggiore collaborazione con chi amministra il paese, portando il proprio contributo specie quando sono in discussione i temi dei giovani, l’educazione, la famiglia, l’assistenza e la solidarietà. Mi auguro che questa collaborazione non venga meno ma sia più efficace nell’operare, ognuno nei propri ambiti e ruoli, per il bene comune e si diffonda la convinzione che essere credenti non ci chiude negli stretti confini disegnati dall’ombra del campanile, ma ci fa riconoscere la presenza del Regno di Dio che si diffonde anche nella città degli uomini.

Ancora grazie a tutti voi e al parroco don Simone che mi ha dato l’opportunità di vivere questa bella esperienza.

Buon cammino e … alla prossima! Don Giovanni Soligo