Educatori credibili perché autorevoli

“L’autorevolezza rende credibile l’esercizio dell’autorità”. Così scrivono i vescovi nel documento Educare alla vita buona del Vangelo che indica i lineamenti pastorali per i prossimi dieci anni.

Educare non è mai stata cosa facile ma, mai come oggi, in un mondo in continuo cambiamento e globalizzato , l’educazione è diventata una vera e propria emergenza educativa. Di fronte a tale emergenza è necessario promuovere una riflessione onesta al fine di recuperare i tratti fondamentali di ogni azione educativa quali: la centralità della relazione interpersonale, l’educazione come atto d’amore ( questione di cuore), la formazione integrale della persona per divenire corresponsabile nella costruzione del bene comune, l’autorevolezza dell’educatore. Affinché si possano realizzare tutte le condizioni di un atto educativo autentico ed efficace, è importante partire dall’autorevolezza dell’educatore.  Cosa si intende per autorevolezza? Cosa per autorità? Per rispondere a queste domande e soprattutto sviluppare una riflessione seria sulla formazione degli educatori, l’Istituto di Scienze Religiose dell’Arcidiocesi di Gaeta ha organizzato un percorso formativo dal titolo, “l’ autorevolezza del sé a partire dal documento Educare alla vita buona del Vangelo” rivolto agli insegnanti di religione, chiamati ad essere testimoni ed educatori  autorevoli nel mondo della scuola. Ma i vescovi italiani si rivolgono a tutti coloro che sono impegnati nell’ambito dell’educazione in particolare all’interno delle parrocchie, comunità educanti per eccellenza.  Rispondendo all’invito della Chiesa italiana, le catechiste della parrocchia di S. Albina già da anni impegnate nel seguire percorsi di formazione continua, hanno aderito al progetto formativo il “catechista educatore autorevole”.  Chi educa alla fede  è chiamato ad una grande responsabilità verso se stesso e verso gli altri. Scrivono i vescovi: “ l’educatore è autorevole perché è credibile, perché l’ipotesi che propone è la stessa che egli sperimenta e testimonia. Questa affermazione giustifica allora, il fatto che i giovani cercano adulti competenti in ascolto, in accompagnamento, nel prospettare un senso per l’avventura della crescita e capaci non di trattenere ma di indirizzare”.  E’ chiaro che non è assolutamente auspicabile un ritorno ad un tipo di educazione autoritaria e impositiva, ma di contro è sempre più  urgente che nei vari contesti educativi , ci siano adulti credibili. La credibilità tuttavia non nasce dall’imporre il rispetto estremo di regole , ma dall’essere un punto di riferimento  in grado di proporre percorsi di crescita possibili e dunque percorribili. Chi educa è chiamato a testimoniare la bellezza della vita e della nostra umanità  perché, come scriveva Nelson Mandela: “ non c’è passione nel vivere in piccolo, nel progettare una vita che è inferiore alla vita che potresti avere”.

Susi De Renzi

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